GII OMICIDI DI FERRARA LETTI CON IL METODO PAT

La mente segue un percorso che non è quella della ragione ordinaria, da cui è distante. È inutile cercare di comprendere azioni estreme, come gli omicidi di Ferrara, mediante la logica del ragionamento.

In seguito ai fatti avvenuti a Ferrara si odono commenti che mescolano l’analisi sociale con quella individuale e clinica. Forse è il caso di fare un po’ di chiarezza e distinguere questi aspetti che non sono più che lontanamente simili.

COSA È ACCADUTO

Qualche giorno fa Nunzia e Salvatore sono morti per l’omicidio promosso dal proprio figlio diciassettenne ed attuato dall’amico d’infanzia. Il fatto è avvenuto durante il sonno dei due; corpo del reato, un’accetta. Dopo l’accaduto i ragazzi hanno giocato alla playstation.

ANALIZZARE LA TRAGEDIA CON IL METODO PAT

Se analizziamo gli omicidi di Ferrara per mezzo della logica di cui normalmente siamo dotati, il fatto appare semplicemente inverosimile. Per comprendere qualcosa oltre al poco che appare, è necessario mutare il consueto punto di vista che saremmo portati ad adoperare.

Per sua caratteristica intrinseca il Processo Anevrotico Terapeutico (PAT) si prefigge l’obiettivo di ricomporre la condizione di personalità ripristinandone l’equilibrio e tornando a creare una logica di comportamento, altrimenti dissolta nella fragilità individuale

 

LA FRUSTRAZIONE

Un omicidio che avviene in ambito familiare ha sempre a che fare con la rabbia alimentata dalla frustrazione. La frustrazione è spiegabile come uno stato d’animo dovuto ad un desiderio represso, come una delusione di qualunque natura.

Ora, la personalità di ogni individuo si forma nel corso dell’esistenza e con particolare rilevanza nei primi anni di vita; mediante aspetti personali, certamente legati a condizioni biologiche oltre a quello che si rileva, percepisce ed elabora nel tempo.

In tutto questo assume profonda importanza la tolleranza alla frustrazione

Questo significa che si impara dalla vita stessa e dalle rinunce che essa impone, a tollerare l’effetto della frustrazione senza subire una rabbia che sia necessario sfogare in ogni difficoltà o delusione.

Accade così che le difficoltà dell’esistenza formano l’individuo molto più degli aspetti positivi:

si impara a tollerare la fatica di vivere dal superamento delle difficoltà stesse e non dall’avere una vita facilitata

La mente non è fatta solo da quello che conosciamo dei nostri pensieri. Essa è vastissima e per la gran parte ogni essere ignora lo sviluppo della propria.

La follia lucida all’interno della mente non esiste; in quel luogo immenso e non conosciuto, originano pensieri che non diventeranno mai comportamento, grazie al fatto che nella formazione della personalità, appunto, si apprende che non è possibile escludere gli aspetti negativi dell’esistenza solo perché sono scomodi, ma è necessario modificare sé stessi ed il proprio pensiero per conformarsi alle difficoltà.

In questo modo ogni momento negativo diventa insuperabile e la rabbia maturata ogni giorno si somma a quella precedente accumulata nel corso della vita. La reazione è sempre incredibile, aggressiva e spesso irrimediabile.

LA MENTE E LA PERSONALITÀ

Più che in passato viviamo un momento in cui gli individui non hanno facilità a tollerare la frustrazione quindi non reggono le difficoltà, le quali vengono eliminate anche fisicamente pur di non mutare qualcosa di sé stessi. Oggi assai più che in passato non ci si dispone a tollerare le difficoltà e si tende ad eliminarle.

Ne risultano personalità che nei casi estremi gia dall’adolescenza non sono in grado di reggere sofferenze, critiche e necessità di mettersi in discussione

Normalmente il ragionamento consapevole di cui siamo coscienti riesce ad evitare azioni folli escludendo determinati comportamenti, la mente che non abbia formata una personalità in grado di tollerare la necessità o di mettersi in discussione non può fare altrettanto e traduce in comportamento un desiderio che non ha freno all’interno di una mente sempre più fragile, che desidera abbattere chiunque ponga un problema senza voler vedere le conseguenze di quello che viene fatto avvenire.

La mente, quindi, compie il proprio tragitto ben distante da quello della ragione ed in essa i pensieri incontrollati hanno la meglio se la rabbia prevale di giorno in giorno distruggendo l’equilibrio del singolo. Da qui in poi la giustizia umana fa il suo corso ed il pensiero incontrollabile, il proprio.

SOCIETÀ E FAMIGLIA: UN NUOVO RUOLO

È necessario che la società e la famiglia tornino ad insegnare le conseguenze delle azioni fatte oppure omesse e che la prima fase della vita torni ad essere una guida in grado di indirizzare, sapendo cosa scegliere e come evitare la disperazione che appare immediatamente nella società mediatica.

Loris Pinzani è autore di narrativa oltre che di saggistica clinica; coautore in trattati a carattere sociologico; è consulente psicologo per reti televisive, dove conduce rubriche di psicologia. Consulente nazionale in ambito psicologico del COPII, unisce all'attività di psicologo una intensa ricerca in materia terapeutica

2 thoughts on “Gli omicidi di Ferrara

  1. Ottima analisi Loris, Ma temo che per la parte finale rimarrai inascoltato “società e famiglia: un nuovo ruolo”. Ho il sospetto che sia intenzionale la mancata divulgazione dei fattori principali che sostengono una società: doveri, rispetto e disciplina, ma anzi viene instillato con doviziosa sapienza l’esatto contrario. Quale sia lo scopo non lo so, ho un sospetto ma vedo solo una parte del disegno perché il quadro è troppo grande e se non riesco ad osservarlo nella sua interezza non posso capirlo.

    1. Ciao Loris, un’ottima analisi la tua, sicuramente coglie uno degli aspetti principale del problema, mi trovo al contempo allineata con Andrea Margheri per la necessità di avere una visione più ampia e magari oltre i confini della stessa psicanalisi…
      Grazie per la condivisione del tuo
      operare e Auguri per un Buon lavoro
      Adele

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