Psicologia di Halloween in Italia

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Almeno in questi giorni è necessario rendersi conto dei motivi per cui una comunità conservatrice (nella tradizione delle festività) come la nostra, abbia accolto una festa profana di origine celtica prepagata fin oltre oceano come Halloween.

I motivi sono quelli legati ad argomenti che nascono lontano nel tempo e che toccano aspetti della condizione primordiale umana legata al mistero. Con questa festività è accaduto quello che talvolta avviene ai popoli, ovvero viene  messo in evidenza  un aspetto estremamente umano camuffandone le caratteristiche per renderle sopportabili e anche se in veste di gioco,  tutto questo risuona  in ognuno senza che ci se ne renda conto.

Va chiarito che quando si parla di ignoto, immediatamente affiora alla mente una enorme quantità di pensieri più o meno sconosciuti.
Al di là del simpatico ritornello “…dolcetto o scherzetto?” questa festa elabora quello che rappresenta il massimo argomento della nostra specie, ovvero la paura; quindi quell’emozione in grado di orientare gran parte dell’esistenza.

Halloween celebra e rende meno nemico quello che l’uomo più teme: l’ignoto

Il mondo dell’oltretomba spaventa chiunque ed ognuno evita una vera analisi di questo argomento senza, naturalmente, poterlo mai risolvere. Per questo la notte tra il 31 ottobre ed il primo di novembre sarà possibile giocare intorno ad un confine che apparirà meno ostile, perché camuffato.

In realtà esso è temuto molto più di quanto apparirà in quelle ore.

In sostanza l’uomo tratta Halloween come in una tregua momentanea che nasconde più di quanto egli riesca a dire

Qui nasce il successo che è stato dilagante e certamente avrà  seguito anche in futuro.

Loris Pinzani è autore di narrativa oltre che di saggistica clinica; coautore in trattati a carattere sociologico; è consulente psicologo per reti televisive, dove conduce rubriche di psicologia. Consulente nazionale in ambito psicologico del COPII, unisce all'attività di psicologo una intensa ricerca in materia terapeutica

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